OHHHH i carissimi e affezionatissimi sensi di colpa!
I sensi di colpa sono un pò come la livella di TOTÒ, colpiscono tutti: ricchi, poveri, belli, brutti, buoni, cattivi… effettivamente sono talmente politically correct che probabilmente sono dentro l’agenda LGTB (ops!).
Ma te lo sai da dove nascono i sensi di colpa? da dove vengono, dove si formano e soprattutto perchè?
Se è vero che tutto ciò che esiste risponde a un impulso di perfezione ( non è questa la sede per approfondire questo concetto…lo rimando a un altro articolo), non è che anche i sensi di colpa hanno una funzione evolutiva? … un pò come Gollum?
Ebbene si, in realtà sono degli scomodi alleati del nostro sistema di salvataggio primario. Abbiamo visto come nascono le identificazioni ( rimando all’articolo correlato, link). Faccio un breve riassunto:
1. —>nasco privo di condizionamenti
2. —>mi comporto spontaneamente
3. —>ho una risposta negativa
4. —>soffro
5. —>sviluppo una caratteristica che mi protegge da quella sofferenza
6. —>metto in cantina l’atteggiamento che causa sofferenza
7. —>cresco
8. —>quella caratteristica diventa ipertrofica e spadroneggia
9. —>mi sento ingabbiato dentro la stessa caratteristica che mi ha inizialmente salvato 10. —>inizio un percorso Con Manu 😉 YEEEEEEE
11. —>accolgo la vulnerabilità sottostante
12. —>sciolgo l’identificazione
13. —>esprimo la mia autenticità
OK
C’è un momento preciso in cui nascono i sensi di colpa, esattamente tra la fase 5 e la fase 6. Dopo aver sviluppato la caratteristica salvifica, ho bisogno di creare un guardiano che stia bene attento che le parti in cantina non escano o che dei portatori sani di quella caratteristica ci contagino.
E così si sviluppa il CRITICO INTERIORE: il perfetto alleato del SÈ PRIMARIO sempre pronto a sparare a zero su ogni comportamento non conforme alle REGOLE.
Più le identificazioni sono forti, più incisiva è la voce del critico non appena ci allontaniamo dalla “retta via”.
E uno degli strumenti privilegiati del Sign.r Critico sono propio rullo di tamburo…I SENSI DI COLPA (da leggere con la voce di Fantozzi).
Ora, il critico merita un articolo a sé perchè ha una funzione ancora più ampia, ma per ora ci basta sapere che i sensi di colpa ci avvertono che ci stiamo allontanando dalle nostre identificazioni primarie: magari qualche parte chiusa in cantina da troppo tempo ha fatto un blitz, subito il Critico se ne è accorto e per limitare i danni sguinzaglia i sensi di colpa.
Per non sentire i sensi di colpa basterebbe seguire le regole, giusto? Ni, in realtà il critico è il guardiano di OGNI nostro SÈ ( sia quelli primari che quelli chiusi in cantina), perciò possiamo sentirci in colpa per un atteggiamento e anche per il suo contrario.
Quindi che fare?
Per non saper né leggere né scrivere è bene ricordare a se stessi che quando siamo preda dei sensi di colpa, siamo in realtà sotto attacco del Sign.r Critico.
Fermiamoci e proviamo ad ascoltare il nostro dialogo interno come fosse il dialogo di un film. Noteremo i paradossi di questo dialogo e la rigidità che porta. Può essere un buon aiuto sintonizzarsi sul centro energetico che porta una maggiore qualità di morbidezza, ovvero il secondo chakra: Mettiamo una musica dolce e ondeggiante e proviamo anche solo ad accennare un movimento.
Portare l’attenzione al corpo è sempre un ottimo antidoto.
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