IDENTIFICAZIONI E SUPEREROI QUOTIDIANI 

Dimmi 3 caratteristiche che ti definiscono. 

BOOM! 

Classica domanda da colloqui di lavoro anni novanta/duemila. 

E giù a elencare 2 “pregi” e 1 “difetto” ( che in realtà è ancora un pregio tipo: sono molto  testarda… Puaaaaahahahahhaha) 

E se ti dicessi che proprio quelle caratteristiche che ti sono così care NON SEI TU?! Quando parli di te in questo modo ” io sono X, Y….” stai parlando delle tue identificazioni e non  della tua essenza, del tuo vero te. Il fatto è che quello che conosci di te sono solo le tue  identificazioni e il 99,9% delle volte non hai idea di cosa ci sia sotto. 

EH?! 

MA da dove cavolo vengono queste identificazioni? 

Vengono dalla giungla esistenziale che hai attraversato per sopravvivere. Sono dei difensori della tua fragilità, sono i soccorritori delle tue vulnerabilità, sono i  supereroi che ti hanno salvato quando da solo rischiavi di soccombere alle intemperie emotive  e psicologiche della vita.  

Siamo venuti al mondo nudi e crudi ma molto presto abbiamo capito che certe nostre attitudini  mettevano a rischio la nostra appartenenza a un sistema familiare e/o sociale , quindi abbiamo  letteralmente sviluppato dei sistemi di protezione automatici. 

NB: ricorda bene la parola AUTOMATICI 

Facciamo un esempio. Se ogni volta che hai manifestato la rabbia il tuo sistema di riferimento  (famiglia) ti puniva, ti sgridava o comunque aveva una risposta negativa, tu entravi nella  sofferenza del rifiuto. Così il tuo Sen Sei interiore della sopravvivenza ha creato letteralmente  una “corazza caratteriale “ di gentilezza. ahhhhh che relax 

Niente più rifiuti. 

Niente più sofferenza. 

La sopravvivenza è stata garantita.  

Bastava cacciare da qualche parte in un ripostiglio ben chiuso i tuoi NO e le tue urla e tutto  filava liscio: l’amore era garantito al limone! 

Ora fai conto che il nostro radar interiore ha ripetuto questo processo n volte ogni volta che la  nostra vulnerabilità era esposta a un pericolo.  

RISULTATO: col tempo sei cresciuto ma queste identificazioni sono rimaste a proteggerti. Loro  non si accorgono che ora sei adulto e non rischi più così tanto se non hai l’approvazione del tuo  sistema di riferimento. Queste corazze sono diventate ipertrofiche fino a nascondere la tua  essenza.  

PERÒ  

cominci a sentirti stretto in quelli che sono diventati dei veri e propri AUTOMATISMI 

Hai imparato a identificarti con queste parti e non hai più libero accesso né a quello che hai  chiuso in cantina né al tuo IO COSCENTE. Conosci solo le tue identificazioni.

Nelle identificazioni con queste corazze non c’è libertà. Ci si sente stretti e senza via di uscita.  Ora se uno ti fa uno sgarbo, il SÈ gentile è troppo forte per permetterti di arrabbiarti. Da una  parte non puoi fare a meno di essere gentile, dall’altra covi interiormente la rabbia che non hai  la possibilità interna di manifestare. 

I SALVATORI SEMBRANO DIVENTATI ORA I NEMICI del tuo sviluppo personale. 

NO 

Non è così  

Questo è il momento di entrare in contatto con la tua storia, con la tua vulnerabilità e ricordare  che senza quel SÈ gentile avresti patito le pene dell’inferno. Non puoi semplicemente  sbarazzarti di lui. Lui è stato un fedele compagno e alleato il cui unico interesse era  proteggerti. Il tuo SÈ gentile va onorato, ringraziato, accolto e vanno viste tutte le virtù che  grazie a lui hai sviluppato.  

Solo così si può sciogliere l’identificazione e di spezzare l’automatismo fino a riuscire a far  valere le proprie ragioni davanti a un sopruso senza sensi di colpa in buona pace del SIGNOR  GENTILE ( …sui sensi di colpa rimando a un altro articolo)